mercoledì 5 febbraio 2020

Come scegliere una smerigliatrice angolare


La smerigliatrice angolare è un utensile abbastanza versatile e adatto alla maggior parte dei materiali.

È un dispositivo potente e maneggevole che ti permette di segare, levigare, tagliare, carteggiare o persino spazzolare. 
Nulla può resistere, sia esso metallo, pietra o cemento: sarà molto utile a tutti gli appassionati del fai-da-te e, naturalmente, ai professionisti. 

Ecco alcuni elementi da valutare nella scelta di una smerigliatrice angolare.


Per quale utilizzo

Questa è la prima domanda che determinerà la vostra scelta: vuoi utilizzare la smerigliatrice per un uso domestico occasionale o per uso professionale ?
In genere, i fai-da-te occasionali scelgono smerigliatrici compatte e maneggevoli con dischi da 125 mm max.
I professionisti sceglieranno facilmente modelli più grandi ma soprattutto più potenti per lavori su larga scala, con dischi da 230 mm, come Bosh GWS 20-230 o Makita GA9020
Un professionista generalmente combina i due tipi di smerigliatrici (piccola e grande) per poter variare le attività con maggiore facilità.

Dimensione del disco

A seconda del tipo di lavoro, la dimensione del disco sarà ovviamente importante. 
Una smerigliatrice di piccole dimensioni con un disco tra 115 e 125 mm sarà perfetta per tagliare piastrelle, sbavare una lamiera, rettificare una saldatura o ridurre un bordo su pietra o cemento.

Una smerigliatrice con disco da 230 mm farà lo stesso lavoro, ma con meno manovrabilità: il peso viene triplicato. 
Potrebbe essere un po' sovradimensionato per la lavorazione dei metalli, ma perfetto in edilizia e lavori su muratura: si possono tagliare piastrelle, marmi, bordi ed eseguire finiture con grande facilità.

La potenza

Esistono diverse gamme di potenza, con motori che vanno da 500 a 2500 Watt. Più potente è un motore, meno dovrà girare per svolgere il proprio compito. 

Questo è il motivo per cui una smerigliatrice da 700 Watt offre ad esempio una velocità minima da 10.000 a 12.000 giri/min, in media, mentre una smerigliatrice da 2000 Watt, molto più potente, lavora tra i 5000 e 7000 giri/min.

Una smerigliatrice da 2000 Watt sarà necessariamente più duratura e quindi preferibile per lavori che richiedono un'alta intensità. 
D’altro canto, più potenza equivale a più peso e quindi meno comfort.

Comfort dell'utente

Se si desidera utilizzare questo utensile regolarmente, è importante scegliere una smerigliatrice angolare relativamente comoda da utilizzare. 

È necessario verificare che l'impugnatura non sia troppo grande in modo che la presa sia la migliore possibile. 
Una maniglia ergonomica e rimovibile aggiuntiva consentirà una presa a due mani: assicurati di poterla posizionare a destra o a sinistra. 
Ci sono alcuni modelli che offrono anche una terza posizione nella parte superiore.

Le vibrazioni dovrebbero anche essere ridotte al minimo: un dispositivo può essere leggero, ma se vibra molto, non sarà assolutamente piacevole da usare.

Un sistema di cambio rapido del disco, bloccando e sbloccando l'albero, offre un innegabile comfort durante l'uso; il cambio dei dischi diventa molto più facile e senza l’utilizzo di altri utensili.

La copertina protettiva

È essenziale e vivamente consigliata su una smerigliatrice angolare: deve coprire almeno la metà della superficie del disco per proteggerti il più possibile da schegge e scintille.
Assicurati che sia resistente, se possibile indeformabile, e soprattutto che sia orientabile e regolabile, per proteggerti nel miglior modo possibile in ogni situazione d'uso.

Assicurati altresì di utilizzare dei guanti e occhiali protettivi 

Puoi trovare tutto questo ed altro ancora da www.123bricopro.com


lunedì 3 febbraio 2020

Come scegliere un seghetto alternativo

Il seghetto alternativo risulta essere, dopo il trapano, uno degli elettroutensili più venduti


Ciò è dovuto alla sua velocità di esecuzione, la precisione e la facilità d'uso su qualsiasi tipo di materiale, per lavori di restauro, decorazione, design, ecc. 

Può essere utilizzato sia da dilettanti che da professionisti del fai-da-te. 

La sua funzione principale è quella di eseguire tagli dritti e arrotondati molto precisi, a 90° o 45° su materiali come legno, PVC, ceramica, alluminio, metallo o compensato. 

È quindi importante scegliere un seghetto alternativo adatto all’uso e alle esigenze richieste.

Il seghetto alternativo è simile ad una sega circolare, ma la differenza principale tra questi due tipi di sega è il taglio: il seghetto alternativo può tagliare sia dritto che arrotondato, mentre la sega circolare viene utilizzata solo per un taglio dritto.

Quali sono i criteri di scelta più importanti ?

A nostro avviso, ci sono 6 criteri importanti da prendere in considerazione per scegliere un buon seghetto alternativo che soddisfi le tue esigenze:

Potenza: la maggior parte dei seghetti alternativi ha una potenza che varia dai 350W agli 850W. Per una profondità di taglio media, raccomandiamo una potenza di almeno 500W.

Tipo di seghetto alternativo: per una maggiore manovrabilità, ti consigliamo di scegliere un seghetto alternativo a batteria. Se vuoi più potenza, il seghetto alternativo cablato potrebbe essere giusto per te ma sarà meno pratico.

Tensione: per un taglio di precisione e di qualità, ti consigliamo di scegliere un seghetto alternativo con una tensione minima di 220V per la versione a filo e minimo 18V per una versione a batteria.

Peso: tutti i seghetti alternativi hanno un peso compreso tra 1,5 Kg e 3 Kg (con batteria) a seconda del modello. Per lavori in altezza e/o distanza di braccio, assicurati di prendere un seghetto alternativo con un peso inferiore per un maggiore comfort.

Velocità: si consiglia una velocità di taglio da 500 a 3000 giri/minuto. Assicurati che il tuo seghetto abbia un regolatore di velocità, questo ti permetterà di regolare la velocità di taglio in base al materiale.

Ergonomia: per un maggiore comfort e una migliore gestione del dispositivo, ti consigliamo di scegliere una versione con impugnatura a staffa e dimensioni compatte.

Quali lame usare per il seghetto alternativo ?

Per un taglio di qualità, ti consigliamo di scegliere la lama giusta per il tuo seghetto alternativo. Ce ne sono di diverse tipologie e per tutti i tipi di lavoro. 
L’aggancio della lama può essere a vite con chiave o con sistema di bloccaggio automatico. La scelta delle lame è associata al tipo di materiale che si desidera tagliare.

Se vuoi tagliare materiali come il legno, ti consigliamo lame in acciaio al carbonio HCS.
Se si prevede di eseguire tagli sui metalli, si consiglia di scegliere lame in acciaio HSS ad alta velocità.
Infine, se vuoi tagliare vetro o piastrelle, le lame speciali senza denti saranno la scelta migliore.

Se vuoi aumentare la durata del tuo seghetto alternativo e ottenere un taglio di qualità, ti consigliamo di optare per lame robuste, sicuramente con un prezzo più elevato, ma ti garantiranno un taglio migliore.

Il movimento a pendolo: che cos'è?

Il movimento a pendolo di un seghetto alternativo ti permetterà, oltre a mantenere una velocità e una precisione di taglio, di ridurre il riscaldamento delle tue lame. Il termine pendolo deriva dal movimento della lama durante il taglio. La lama di un seghetto alternativo generalmente taglia con movimento dal basso verso l'alto, andando nella direzione opposta ai denti della lama stessa. Con il sistema a pendolo, la lama, oltre al movimento standard, eseguirà un movimento in avanti ed indietro. Ciò risulta particolarmente interessante per la rimozione dei trucioli garantendo una migliore visibilità del taglio. Questo movimento non è disponibile su tutti i modelli, quindi assicurati di scegliere un modello con questa opzione per mantenere la durata delle tue lame il più a lungo possibile.

Perché regolare la velocità del tuo seghetto alternativo ?

Il variatore elettronico verrà utilizzato per regolare e stabilizzare la velocità di taglio del seghetto alternativo. Quindi, a seconda del materiale da tagliare, è possibile adattare la velocità e ottenere un taglio di qualità migliore. Più duro è il materiale che si desidera tagliare, più lenta è la velocità di taglio. Il variatore è molto pratico quando si desidera tagliare materiali fragili e resistenti. Esistono tre livelli di velocità di taglio:

Velocità lenta: da 500 a 1000 giri / min.: consigliamo questa velocità per taglio di ceramica, piastrelle o vetro.

Velocità sostenuta: da 1500 a 2000 giri / min.: questa velocità di taglio è ideale per metalli non ferrosi e plastica.

Alta velocità: superiore a 2000 giri / min.: questa velocità di taglio è ideale per il legno in genere.

Come scegliere una sega circolare

Se esegui dei lavori di taglio sul legno, la sega circolare è lo strumento ideale di cui hai bisogno. 

Per scegliere una sega circolare adatta alle tue esigenze, ci sono diversi elementi da prendere in considerazione, come la potenza, il tipo di lama (numero di denti, diametro, ecc.), tipo di guida (binario di guida, laser), ecc.

Per aiutarti a scegliere una buona sega circolare, ecco i nostri consigli.

Scelta tra"classica" o “troncatrice

La classica sega circolare: qualsiasi sega circolare può essere utile per eseguire tagli su legno. La più comune si tiene con due mani: la maniglia anteriore serve per direzionarla. Il taglio è diritto e può essere eseguito su diversi spessori di legno. La profondità del taglio deve essere predeterminata.

Si possono tagliare pezzi di legno più spessi, ma questi non devono superare la profondità di taglio prestabilita. La sega circolare ha un motore in grado di ruotare la lama da 3000 a 6000 giri/min.

Troncatrice: la sega circolare/troncatrice, a differenza della tradizionale sega circolare, ha una lama mobile che può scendere sul pezzo di legno da tagliare. 
Una volta impostata la profondità di taglio, si avvia la sega e si abbassa gradualmente la lama fino alla profondità impostata. La lama è protetta da una copertura che si regola in base ai movimenti della lama. 
Come la prima, la sega circolare/troncatrice ha un motore in grado di ruotare la lama da 3000 a 6000 giri / min. Esiste anche la versione combinata che da la possibilità di eseguire tagli su un piano applicato alla sega stessa.

La sega circolare a batteria: ha le stesse funzione della sega circolare classica, più pratica, ma la potenza è strettamente legata all’energia dalla batteria ed è quindi meno performante, sia in termini di utilizzo che di profondità di taglio.

Quale potenza scegliere ?

La potenza di una sega circolare si traduce in capacità di taglio sul materiale. Per scegliere la potenza corretta, tutto dipende dall'uso che farai della tua sega circolare
Se devi tagliare solo tavole MDF o truciolare di piccolo spessore (tra 3 e 22 mm), una sega da 1200 Watt sarà sufficiente. 
D'altra parte, se devi tagliare assi, travi o anche spesse assi di legno duro, sarà necessario passare a seghe da almeno 1800 a 2200 Watt.

Profondità di taglio

Anche la profondità di taglio deve essere presa in considerazione nella scelta della potenza della sega circolare. Esempio: se sei un carpentiere e devi tagliare delle tavole di legno, la sega circolare ideale dovrebbe avere una profondità di taglio di almeno 85 mm che richiedono un motore di 2000 Watt e oltre.

Come puoi immaginare, il peso della segna è legato alla potenza del dispositivo: più potenza equivale e più peso e questo è un’altro elemento da tenere in considerazione.

Quale guida di taglio dovrei usare per una sega circolare?

La sega circolare ha generalmente due diversi tipi di guida:

Sega circolare con guida laser o guida regolabile: la guida regolabile della sega circolare è molto importante poiché influisce direttamente sulla precisione del taglio. 
Normalmente, la maggior parte delle seghe circolari sono dotate di questa famosa guida regolabile, fissata alla base e anche parallela ad essa.
Tuttavia, va notato che la guida non è sempre la più adatta, soprattutto se il taglio è lontano dal bordo o si discosta da quest'ultimo. 
È per questo motivo che alcune seghe circolari sono inoltre dotate di una guida laser: sono necessarie pratica ed un buon autocontrollo per ottenere un taglio preciso.

Come scegliere la lama per la tua sega circolare?

Esistono diversi tipi di lame circolari, da scegliere in base a criteri diversi. Ecco i più importanti:

La profondità di taglio della lama: il diametro della lama della sega circolare sarà ciò che definirà la profondità di taglio. Avrai bisogno, ad esempio di un diametro di 185 mm per una profondità di 60 mm o 230 mm per una profondità di 85 mm.

Il numero di denti della sega circolare: generalmente questi dispositivi hanno tra i 10 e 64 denti. Più denti hai sulla lama, più tagliente, ma più lento, sarà il taglio. Si consiglia pertanto di utilizzare una lama a 10/24/36 denti quando si eseguono tagli grossolani e di privilegiare una lama a 48/64 denti quando si desidera un taglio pulito e preciso.

Lama per sega circolare multi-materiale: se, nella tua attività, devi tagliare diversi materiali, ti consigliamo di scegliere questa lama per la tua sega circolare. Queste lame possono tagliare legno, rame, alluminio o plastica.

..infine, consigli pratici e veloci per la scelta della sega circolare

Per un utente occasionale: una sega circolare (cablata o a batteria) da 1200 Watt è più che sufficiente. Puoi optare per una lama con un massimo di 10-24 denti, realizzata in carburo di tungsteno (migliore dell'acciaio).

Se il taglio è un hobby frequente, passa a un modello di sega circolare più potente con un massimo di 1800 Watt.

Infine, se sei un professionista e se la sega circolare professionale è uno dei tuoi strumenti di lavoro, prendine una molto più potente, almeno 2300 Watt, ma anche seghe circolari più piccole, soprattutto se devi fare piccole lavorazioni e ritocchi.

giovedì 30 gennaio 2020

Pompa irroratrice, spruzzatore a batteria

Nell’orto, tra gli alberi da frutto o in floricoltura un attrezzo importante è la pompa irroratrice o spruzzatore, che consente di effettuare trattamenti sulle proprie piante, nebulizzando sostanze utili alla difesa delle colture.


Le pompe a spalla manuali sono oggetti concettualmente semplici ed economici, ma fondamentali per prendersi cura del benessere delle piante. 

Permettono di eseguire coscienziosamente i trattamenti che le circostanze richiedono. 

Anche in coltivazione biologica ci si trova a fare diversi interventi curativi o preventivi, sia contro i parassiti che per evitare patologie, ovviamente sempre rispettando dosi, tempi e procedure come da etichetta.

Per rendere più veloce ed efficiente il trattamento, invece del classico nebulizzatore o spruzzatore manuale, possiamo decidere di scegliere pompe irroratrici a batteria.

Il vantaggio è di avere un attrezzo che consente di trattare con pochissima fatica e in modo perfettamente uniforme, evitando di perder tempo a pompare con la leva e senza il peso ed il rumore che comporta un irroratore, nebulizzatore a scoppio

In questo articolo vedremo come funzionano questi nebulizzatori a batteria, perché convengono e quali aspetti valutare nella loro scelta.

Le pompe irroratrici o spruzzatori a batteria sono presenti sul mercato già da diversi anni, ma solo in tempi più recenti hanno visto una più larga diffusione. 

Il motivo è semplice: i miglioramenti tecnologici consentono di avere migliori prestazioni, grazie all’impiego di pacchi batterie che sfruttano la tecnologia agli ioni di litio (Li-ion).

Questa tipologia di batterie dapprima è approdata nel mondo degli utensili a batteria per il fai da te: avvitatori, trapani e seghetti alternativi. 
In questo settore ha conquistato la fiducia degli utilizzatori in virtù della semplicità d’uso, affidabilità e resa.

Le più recenti pompe, spruzzatori a batteria utilizzano pacchi batteria di dimensioni ridotte (paragonabili a quelle di un piccolo avvitatore) ma assicurano comunque un’autonomia sufficiente per irrorare diversi pieni di prodotto. 
Si prestano quindi anche a un uso professionale, più comode rispetto alle pompe a leva e più leggere rispetto a quelle motorizzate a scoppio.

Nelle pompe manuali si pompa aria nel serbatoio tramite una leva collegata ad uno stantuffo, così da far andare in pressione il liquido e farlo uscire dalla lancia, nelle pompe elettriche invece c’è una vera e propria pompa, che aspirando il liquido dal fondo del serbatoio lo comprime e spinge fuori dalla lancia.

In genere la pompa a batteria è spalleggiata: è comodo portarla come uno zaino. 

L’irroratrice a batteria permette di avere un attrezzo maneggevole, che indossato a spalla ci lascia libertà di movimento e discreta autonomia.

Il vantaggio di questa tipologia di irroratori è che non è richiesto assolutamente alcuno sforzo per l’operatore, la pressione del getto è sempre costante ed elevata (a seconda del modello anche fino a 5 bar). La batteria garantisce molta autonomia ed è comunque ricaricabile in poco tempo.

Tutto questo si traduce in una migliore qualità del lavoro svolto, in termini di efficacia del trattamento (si raggiungono zone più lontane, si micronizza/nebulizza meglio il getto) e di riduzione dei costi in termini di tempo e fatica.

123bricopro srl offre un’ampia gamma di spruzzatori e nebulizzatori.

Diserbo selettivo ecologico


Come il nome lascia intendere, questa tecnica concentra i suoi effetti sulla pianta da eliminare senza rovinare quelle circostanti.

Può essere realizzato con prodotti chimici o con prodotti naturali, come i macerati (di ortica, di angelica, ecc.).

È inoltre possibile procedere a un diserbo selettivo facendo ricorso ad un pirodiserbante, chiamato anche diserbante termico.
Questo si presenta sotto forma di una lunga pistola alimentata a gas (butano/propano) o a elettricità

Il principio di questo strumento è quello di produrre una forte fonte di calore da puntare direttamente sulla pianta infestante.

Lo shock termico uccide le cellule della pianta che deperisce rapidamente nei giorni successivi. 
Non è necessario bruciare la pianta: sarà sufficiente mantenere la fiamma per alcuni secondi per generare il processo disseccante. 



Il pirodiserbo è una soluzione sostenibile.

Il diserbo manuale e selettivo è adatto per cortili, vialetti, orti, ecc.

123bricopro srl offre varie soluzioni di erbicida termico come pure i relativi ricambi.

www.123bricopro.com

mercoledì 29 gennaio 2020

Una Buona Torcia per Saldatura a Filo MIG/MAG da utilizzare con una buona saldatrice                              

Bisogna considerare almeno 5 tra le varie particolarità per definire una torcia MIG/MAG di buona o cattiva qualità.
1. Una delle cose che distingue una torcia di buona qualità è la sua maneggevolezza. Quando saldi, infatti, tutta la tensione si carica sulla mano e sul polso che regge la torcia, quindi essa deve essere molto leggera e ergonomica. In particolare quando devi fare delle saldature d'angolo, o in verticale, o ancora di testa, se la torcia non è più che maneggevole lo sforzo del saldatore diventa molto importante.
2. Altro fattore da considerare è la sua resistenza alla tensione della corrente, infatti una buona torcia deve rispettare i parametri di corrente della saldatura per cui viene utilizzata e trasmettere il flusso del gas senza alcuna perdita lungo tutto il condotto.
3. Anche lo spessore del filo, e il tipo di lavoro da fare, condizionano l’acquisto della torcia. Infatti, qualora tu dovessi fare lavori di diversa entità e natura, la soluzione migliore sarebbe quella di scegliere almeno due tipi di torcia, quella per lavorare i metalli sottili, e quella per lavorare lastre di grande spessore. Tutte le torce hanno una scheda informativa con le indicazioni e i valori sostenibili, comunque meglio chiedere informazioni al venditore.
4. E' molto importante anche il marchio CE, perché ti garantisce sia la qualità che la sicurezza sul lavoro. 
5. Non va sottovalutato il prezzo, perché se la torcia che acquisti è troppo economica potresti lamentare dei problemi di tenuta nel tempo, quindi un prodotto con un rapporto buono tra qualità e prezzo è sempre la migliore scelta. Tra le varie possibilità potresti considerare anche la gamma di torce T.one
Qui di seguito è riportato lo spaccato di una torcia per saldatura MIG/MAG. Nello spaccato è possibile individuare le parti principali che compongono la torcia:
  1. Impugnatura – corpo torcia
  2. Isolante (in bianco) 
  3. Diffusore per il gas di protezione e porta punta guida filo
  4. Punta o tubetto guida filo 
  5. Ugello di uscita del gas di protezione
In alcuni casi la torcia ha un circuito di refrigerazione alimentato con acqua.
                             
L’impugnatura:In pratica consiste nel impugnatura stessa, che ti consente di reggerla e di isolare dalla tua mano tutta la sua parte in tensioneed il rivestimento esterno del corpo torcia. Questi elementi sono di grande importanza, devono essere di buona qualità e totalmente isolanti, sia per proteggere te che la struttura della torcia.
Corpo torcia:- è una parte importante che racchiude la trasmissione della tensione, il collegamento al fascio cavi, la tubatura gas, sostiene il diffusore, l'isolante, l'ugello e l'impugnatura.
Isolante:- Serve ad isolare il polo di corrente, solitamente positivo, lungo il corpo torcia evitando che questo si trasmetta al saldatore o ad altre parti caricate con il polo opposto.


Diffusore:- Canalizza la fuori uscita del gas distribuendolo dentro l'ugello intorno alla punta guida filo
Punta Guida Filo:- Ha un diametro interno compatibile con il diametro del filo utilizzato. Dirige la punta del filo verso l'arco, trasmette un polo di corrente, solitamente positivo, al filo.
Ugello gas:- L’ugello permette di canalizzare il flusso del gas di protezione verso l'arco elettricoIl terminale dell'ugelloè di diverse forme e diametro in maniera da garantire la migliore copertura dell'arco in funzione della saldatura da realizzare




5 Fattori decisivi per la scelta del trapano avvitatore

Il trapano avvitatore è uno tra gli strumenti più versatili e utili destinati al fai da te. I modelli di questo tipo infatti riuniscono in un utensile le funzioni dei trapani e degli avvitatori.

1. Potenza

Il fattore potenza si riferisce alla capacità di un trapano avvitatore di lavorare, in breve tempo e in maniera energica e decisa, un’ampia gamma di materiali differenti, ed è decisivo nella scelta del proprio attrezzo perché ne influenza la versatilità, la resistenza, l’efficacia e il prezzo finale. 
La potenza di un trapano avvitatore può essere considerata come risultante della somma dei seguenti elementi:
  • Voltaggio: questo valore è considerato come indice della vera e propria potenza posseduta da un trapano avvitatore, e il suo valore può variare da 9 fino a 36 Volt. Il valore ideale dovrebbe essere di almeno 12-14 Volt, anche se questo dato dipende molto dall’utilizzo che si debba fare del proprio strumento (inclusi anche i materiali che si desidera forare con il trapano), motivo per cui un trapano avvitatore da 9 V non è da considerarsi poco potente quanto, piuttosto, adatto soltanto a piccoli lavori. Il voltaggio più diffuso e richiesto è di 18 – 20 Volt, in quanto potenza adeguata ad applicazioni medie e grandi, coniugata ad una struttura che resta ancora abbastanza maneggevole e leggera, e quindi perfetta per un utilizzo domestico. In caso di applicazioni molto pesanti oppure di lavori su materiali molto duri come il calcestruzzo, sarà necessario un più potente ed ingombrante modello a percussione dai 24 ai 36 Volt
  • Velocità variabili: la possibilità di impostare la rapidità di rotazione del trapano avvitatore è importante per adattare il numero di giri al materiale che si deve trapanare, oppure per agire in maniera progressiva sulle viti da allentare o da stringere. I modelli più sofisticati e utilizzati anche dai professionisti, prevedono anche diverse velocità tra cui selezionare
  • Giri per minuto: quest’unità di misura è espressione della velocità di lavorazione del trapano avvitatore in quanto descrive quante rotazioni al minuto l’apparecchio è in grado di effettuare. Con l’aumentare del voltaggio, aumentano di solito anche i giri per minuto, che possono partire da circa 600 fino a superare i 2000. In base all’utilizzo che dovrete fare del vostro attrezzo e al tipo di materiali che vi troverete a lavorare, varierà anche la velocità richiesta al trapano avvitatore che, per essere considerato un modello di qualità e abbastanza potente, dovrebbe arrivare almeno a 1000 giri al minuto. I trapani a una velocità di rotazione media o medio-alta infatti, offrono dai 1200 ai 1800 giri al minuto.

2. Prestazioni

Per essere certi di poter effettivamente svolgere i lavori per cui si acquista un trapano avvitatore, è imprescindibile considerare il fattore relativo alle prestazioni, che descrive l’effettiva capacità dello strumento di svolgere il suo duplice compito, ovvero quello di trapanare e di avvitare (o magari di svitare) in tutte le condizioni e sui materiali più differenti. È bene analizzare nel dettaglio le caratteristiche che descrivono le performances dei due usi separatamente, in modo da rendersi conto delle specifiche tecniche dell’apparecchio sia come avvitatore che come trapano: nei due paragrafi seguenti trovate quindi tutte quelle informazioni che dovreste verificare per assicurarvi l’acquisto di un prodotto valido per entrambe le funzioni.


Il primo elemento che incide sulle prestazioni di un trapano è il suo essere di tipologia a percussione oppure no. La differenza risiede nel fatto che i modelli a percussione sono dotati di un mandrino che effettua un duplice movimento rotatorio e battente, comportandosi quindi anche come un martello, un movimento indispensabile per la foratura di materiali molto duri, quali il cemento o la pietra. Bisognerà poi verificare i diametri massimi di foratura che il modello selezionato offre, perché questo dato, unito alla tipologia del trapano (standard o a percussione) condiziona la gamma di materiali che è possibile lavorare con esso: per avere un’idea orientativa, un trapano di potenza media dovrebbe avere almeno 20 mm di diametro per forare il legno e circa 10 mm per l’acciaio o altri metalli, mentre, se avete intenzione di forare calcestruzzo, avrete necessariamente bisogno di un modello battente (dovrete allora considerare anche i colpi per minuto, che dovrebbero essere almeno 15000).


Le prestazioni di un avvitatore sono date dalla presenza di due elementi fondamentali, il primo dei quali è costituito dalla reversibilità, ovvero dalla possibilità di invertire il verso di rotazione che la punta può effettuare: la maggior parte dei trapani avvitatori di ultima generazione permette cioè un movimento rotatorio in entrambe le direzioni (di solito modificabile tramite una levetta sul corpo macchina), in modo da consentire all’utente non solo di avvitare ma anche di svitare oppure correggere eventuali errori di avvitatura. Il secondo elemento che incide sulle performance dell’attrezzo è la coppia massima di serraggio, la quale è indice della forza che viene applicata alla vite, ed è sempre espressa in Nm, ovvero newton per metro. Collegata alla coppia di serraggio è la presenza della frizione regolabile, che serve a far girare il motore a vuoto quando questo ha raggiunto un certo sforzo, ed è impostabile sul madrino in posizioni che, in base alla potenza e sofisticatezza del trapano, variano fino a circa venti.

3. Struttura

La struttura fisica di un trapano avvitatore è un fattore che gioca un ruolo decisivo nella scelta dell’attrezzo da acquistare, perché questa condiziona la praticità d’utilizzo dello strumento e deve adattarsi bene alle esigenze di lavoro, amatoriale o professionale che sia, dell’utente che lo maneggerà. Guardiamo nel dettaglio quali sono le specifiche tecniche da tenere in considerazione quando si sceglie un trapano avvitatore:
  • Impugnatura: l’ideale è verificare che il trapano possegga un’impugnatura ergonomica, comoda, morbida e preferibilmente ricoperta da materiali antiscivolo, in modo che la presa sia sicura e agevole in ogni condizione, anche con mani sudate o bagnate. Impugnare il trapano avvitatore nella maniera più adeguata si traduce in una miglior esecuzione del lavoro da svolgere. A tale scopo, bisognerà anche premurarsi che tutti i comandi siano comodi e facili da raggiungere con le dita mentre si impugna lo strumento
  • Luce: alcuni modelli si caratterizzano per l’inclusione di una luce LED che permette l’illuminazione dell’area di lavoro mentre si utilizza il trapano avvitatore in condizioni che richiedono una luce maggiore
  • Peso e misure: considerando che questo attrezzo è dedicato al fai da te e ai lavori manuali, a volte anche prolungati nel tempo, deve necessariamente avere delle misure ed un peso in grado di garantire una certa maneggevolezza senza stancare l’utilizzatore. Meglio scegliere una struttura che non superi i due chili di peso totali, tendendo sempre presente che i modelli più leggeri e compatti sono adatti per i lavori quotidiani e meno complessi, mentre trapani avvitatori con prestazioni più elevate comportano necessariamente una struttura più robusta

4. Accessori

Un trapano avvitatore può comprendere in dotazione una quantità e tipologia variabile di accessori non sono un fattore da sottovalutare assolutamente perché questi ampliano la versatilità dell’apparecchio, ne rendono l’uso più agevole ed inoltre, quando presenti già in confezione al momento dell’acquisto, offrono il grande vantaggio di non dover spendere ulteriore denaro per procurarsi separatamente dei pezzi necessari a determinati lavori.

In cosa consiste la gamma di accessori esistenti per un trapano avvitatore? Innanzitutto, nel numero di batterie incluse in dotazione e in un’eventuale base per ricaricare e riporre il proprio attrezzo. Troviamo inoltre un numero variabile di punte (per trapanare il metallo, la pietra, il legno e altri materiali), un numero variabile di bit (cioè le punte per l’avvitamento) con porta-bit corredato, possiamo trovare un mandrino a cremagliera e/o mandrino autoserrante, oppure altri attrezzi quali taglierino, metro flessibile, bussole e set per tasselli. Spesso è inclusa una valigetta-custodia che può servire per riporre il trapano e tutti i suoi componenti oppure solo per raccogliere tutte le punte da trapanatura e avvitatura insieme ad altri ricambi, mentre i modelli più compatti possono prevedere una fondina per agganciare il trapano alla cintura mentre si lavora su una scala o in altre condizioni che lo richiedano.
Di solito, i prodotti collocati in fasce di prezzo più elevate, tendono ad includere dei veri e propri kit accessori ben equipaggiati, mentre quelli più economici includono solo poche punte di ricambio e al massimo una batteria extra.

5. Alimentazione

Il fattore alimentazione è decisivo nella scelta del proprio trapano avvitatore perché ne influenza le prestazioni sia in termini di potenza che di autonomia di lavoro. La maggioranza degli strumenti attualmente più diffusi e richiesti in commercio prevedono una batteria interna ricaricabile. Bisogna specificare che esistono anche trapani di tipo elettrico, ovvero dotati di cavo collegato alla presa della corrente e quindi in grado di garantire elevate performances, ma che comportano lo svantaggio di essere dipendenti dalla vicinanza ad una presa della elettrica e di avere minore libertà di movimento rispetto ai modelli a batteria che sono totalmente cordless, ed infatti oggigiorno non sono molto richiesti dagli amanti del fai da te.
  • Batteria agli ioni di litio: i trapani avvitatori che prevedono questo tipo di alimentazione hanno un costo più elevato in quanto la batteria al litio è la più all’avanguardia attualmente in commercio. Questa tipologia si caratterizza per una maggiore leggerezza e per delle prestazioni più elevate, oltre che per essere esente dall’“effetto memoria” e un rapporto tra autonomia e tempi di ricarica molto vantaggioso rispetto alle altre batterie. La mancanza dell’"effetto memoria" si traduce in un utilizzo del trapano, anche da parzialmente carico sempre con il massimo della potenza fino a completo esaurimento della carica
Per rendersi conto delle reali prestazioni della batteria, i valori da tenere in considerazione sono la potenza (i Volt, come abbiamo visto) e l'autonomia (che viene espressa in Ampere-ora, con il simbolo Ah): per assicurarsi l’acquisto di un modello con batteria in grado di non scaricarsi nel bel mezzo del proprio lavoro, bisognerebbe privilegiare trapani avvitatori con batterie da almeno 1,5 Ah. In realtà, nonostante alcuni produttori forniscano i tempi di ricarica e di autonomia della batteria, giudicare questo parametro (per ognuna delle tipologie di alimentazione appena descritte) non è semplicissimo, in quanto dipende molto da altre variabili come la frequenza e l’intensità d’uso.

I materiali sono importanti ?

La risposta a questa domanda è sì, il materiale è molto importante e per una serie di motivi legati non soltanto alle prestazioni ma anche, e soprattutto, alla sicurezza del trapano avvitatore. La gamma di materiali utilizzati per produrre questo genere di apparecchi non è molto vasta: ciò che cambia è la robustezza delle plastiche e delle leghe metalliche utilizzate per le varie punte, che devono essere adeguate a garantire la resistenza dell’attrezzo nel tempo, considerando anche che potrebbe essere molto sollecitato nel lavoro su materiali molto duri, quali il calcestruzzo o il metallo. Inoltre, bisognerà verificare che i materiali utilizzati dal produttore siano affidabili e sicuri, in modo da non incombere in pericoli e spiacevoli incidenti, considerando anche la natura di funzionamento del trapano avvitatore che effettua moti rotatori e battenti che surriscaldano il motore e la struttura esterna.

Il prezzo è importante ?

In commercio è possibile trovare trapani avvitatori con un prezzo che oscilla dai circa 30 € fino a toccare cifre altissime, anche superiori ai 600 € nei modelli di tipo professionale. Come scegliere il modello dalle prestazioni e dal costo giusto? Bisogna tenere conto del fatto che il prezzo non è solo un indice della qualità del prodotto (non è detto che un trapano avvitatore dal prezzo contenuto sia necessariamente un attrezzo scadente) ma soprattutto delle sue caratteristiche funzionali e strutturali e delle prestazioni che può garantire. Bisognerà quindi tenere presente la destinazione d’uso del proprio strumento e quindi prepararsi ad investire una cifra più elevata se si è alla ricerca di un trapano avvitatore a percussione per dedicarsi a lavori impegnativi e lunghi, mentre si può accettare un prezzo molto più contenuto e, a volte, anche davvero basso, se la necessità è quella di rispondere ad occasionali esigenze di fai da te leggero come, ad esempio, montare una mensola e avvitare un paio di viti.

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